Marrakech

La città dei portoni, quasi invisibili dall’esterno, ma che conducono a palazzi e cortili sontuosi e lussureggianti.

The city of big doorway, almost invisible from the outside, but that lead to sumptuous and lush palaces and courtyards.

Dal dar più antico della medina ai cortili verdeggianti, fino ai prodotti made in Marocco e alle gourmandise tipiche: il fascino dello sfarzo nascosto di Marrakech.

From the oldest dar of the medina into the green courtyards, from products made in Morocco into the typical gourmandise: the charm of the hidden splendor of Marrakech.

Jemaa el Fna

Incantatori di serpenti, maghi e musicisti di gnaoua: la piazza Jemaa el Fna è un palcoscenico a cielo aperto, definito dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. La migliore veduta della piazza si ha dal primo piano del fatiscente Grand Balcon du Café Glacier. Dopo aver fatto un giro nella piazza, godetevi una passeggiata fino al Minareto della Koutoubia, il simbolo di Marrakech, alto più di 70 metri. Lungo il percorso, da non perdere i calèche dal sapore boho chic: pizzi e frange si combinano con le sedute fucsia e la struttura verde acceso.

Snake charmers, magicians and Gnaoua’s musicians : the Jemaa el Fna is an open air stage, defined by UNESCO World Heritage Site. The best view of the square is from the first floor of the obsolete Grand Balcon du Café Glacier. After visiting the square, enjoy a walk to the Minaret of the Koutoubia, the symbol of Marrakech, taller than 70 meters. Along the way, do not miss the calèche with a boho chic taste: lace and fringes are combined with bright colors.

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I Souq

Un labirinto di negozi, in vie strette e iper trafficate da persone, motorette e asini che trasportano i carretti. Da quello delle spezie a quello della trasformazione delle pelli, fino a quello dedicato alle babouche (le tipiche babbucce marocchine, da comprare da Au Fil d’Or): i Souq sono i famosi “mercati” di Marrakech. Ci sono buoni affari, ma anche tante “cineserie”, quindi dedicateci il giusto tempo.

A labyrinth of shops, in narrow streets and hyper busy by people, scooters and donkeys carrying carts. From the spice’s market to the one dedicated to babouche (traditional Moroccan slippers, to buy at Au Fil d’Or): the Souq are the famous “markets” of Marrakech. There are good deals, but also many “chinoiserie” then be careful.

Prodotti marocchini ma con un twist occidentale da Kifkif (borse in pelle, bijoux, bicchieri e ceramiche). Babouche, plaid e tovaglie: Michi (21 Souq Kchachbia) è una piccola e raffinata boutique gestita da una coppia marocchino-giapponese. Tappeti, ceramiche, corbeille e bicchieri in vetro soffiato da Chabi Chic. Confezioni regalo davvero deliziose da L’Art du Bain, un piccolo negozio che vende prodotti artigianali da bagno: scrub, oli, saponi artigianali… Caftani ma soprattutto tende e tovaglie ricamate a mano da La Maison du Caftan (65 rue Sidi el Yamani Mouassine). Per una pausa dall’affollatissimo souk, un classico indirizzo da globetrotter è Le Café des Epices, che si affaccia sulla piazza delle spezie.

Moroccan products with a western twist in the Kifkif shop (leather handbags, jewelery, glasses and ceramics). Babouche, blanket and table cloths: Michi (21 Kchachbia Souq) is a small and refined boutique run by a Moroccan-Japanese couple. Carpets, ceramics, blown glasses and corbeille in the Chabi Chic Boutique. You can find really delicious gift boxes in L’Art du Bain, a small shop selling handmade bath products: scrubs, oils, handmade soap… Kaftans but also hand-embroidered curtains and  tablecloths from La Maison du Caftan (65 rue Sidi el Yamani mouassine). For a break form the crowded souk, a classic globetrotter’s destination is Le Café des Epices, which overlooks the square of Spices.

Non troppo distante da centro di Marrakech, tappeti, lampade, mobili e molto altro: le celebrities e gli hotel della città acquistano mobili e oggetti artigianali marocchini da Moustapha Blaoui.

Not too far from the center of Marrakech, carpets, lamps, furniture and much more: the celebrities and the city hotel buy furniture and Moroccan handicrafts in the Moustapha Blaoui store.

Da non perdere, in questa zona, la Medersa di Ali ben Youssef ricca in mosaici e pizzi di stucco. Questa scuola coranica del XIV secolo è uno dei pochi edifici religiosi aperti a chi non professa la fede islamica.

Do not miss, in this area, the Medersa Ali ben Youssef rich in mosaics and stucco laces. This Koranic school of the fourteenth century is one of the few religious buildings open to those who do not profess the Islamic faith.

Medersa Ben Youssef

Jardin Majorelle

C’è chi ne parla entusiasta e chi ne rimane deluso: il Jardin Majorelle è un luogo paradisiaco, da vivere e rivivere. Già solo i colori sono una spinta di energia per lo spirito: il blu majorelle in contrasto con il giallo acceso e il verde della vegetazione esotica, ma anche le macchie colorate dei bougainville. E poi il canto degli uccelli e il fruscio dei bambù… J’adore!

Some people talked about it in an enthusiastic why, on the other hand there is who is disappointed: the Jardin Majorelle is a heavenly place to live and relive. First of all the colors are an energy boost for the spirit: the blue Majorelle in contrast to the bright yellow and the green of the exotic vegetation, but also the colored spots of bougainvillea. And then the singing of birds and the rustle of bamboo … J’adore!

Negli anni ’20/’30 il Jardin Majorelle e la sontuosa villa art déco situata all’interno del giardino erano la residenza privata e l’atelier del pittore lorenese che li fece costruire, Jacques Majorelle. Non si tratta di un giardino arabo-andaluso, ma di una raccolta di centinaia di piante esotiche, nata dall’amore del fondatore esperto in botanica. Quasi in rovina, la villa e i giardini furono acquistati nel 1980 da Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, oggi sono uno dei siti più visitati della città. Bucolico il café Bousafsaf, dove gustarsi un tè alla menta ghiacciato.

In the 20’s/30’s the Jardin Majorelle and the lavish art deco villa situated within the garden were the private residence and studio of the painter from Lorraine, Jacques Majorelle. This is not an Arab-Andalusian garden, but a collection of hundreds of exotic plants. Almost in ruins, the villa and the garden were bought in 1980 by Yves Saint Laurent and Pierre Bergé, today they are one of the most visited sites in the city. Amazing the Bousafsaf café, where you can enjoy an iced mint tea.

Da non perdere qui vicino, i due negozi più belli della città. Abitini, cappelli, cestini, tovaglie e tazze in stile hipster marrocchino: 33 Rue Majorelle vende prodotti raffinati, rigorosamente Made in Marocco. Se siete in cerca di tappeti, non rinunciate a dare un’occhiata a quelli di Anitan: tappeti in lana realizzati a mano, boucharouit fatti con tessuti reciclati, ma anche caraffe in vetro soffiato, scodelle in terracotta e copriletti in lana impreziositi da pom pom.

Do not miss nearby, the two most beautiful shops of the city. Dresses, hats, baskets, tablecloths and cups in hipster moroccan style:33 Rue Majorelle sells refined products, Made in Morocco. If you are looking for carpet, do not give up and have a look at Anitan‘s rugs: handmade wool rugs, boucharouit made with recycled materials, but also blown glass decanters,terracotta bowls and wool bedspreads embellished with pom pom .

La Kasbah + rue Riad Zitoun

Legni preziosi, patii verdeggianti e zellij: il Palais de la Bahia nacque alla fine del XIX da una storia d’amore del gran visir dei sultani alawiti Ahmed ben Moussa, che fece ampliare e trasformare la residenza realizzata dal padre (1860) in un sontuoso palazzo dedicato alla sua favorita, la bella (la bahia). Qui il visir conviveva con la bahia, quattro spose e 24 concubine.

Precious woods, verdant patios and zellij: the Palais de la Bahia was born in the late nineteenth for a love story of the grand vizier of the sultans Alawites Ahmed ben Moussa, who had enlarged the residence built by his father (1860), transforming the residence in a sumptuous palace dedicated to his favorite, the beautiful (la bahia). Here the vizier used to live with “la bahia”, four wives and 24 concubines.

Da visitare anche le Tombe dei Saaditi: nonostante si dica che non si debbono portare le ricchezze nella tomba, il sultano saadita del XVI secolo Ahmed el-Monsour ed-Dahbi si assicurò che la sua tomba fosse ricca in marmo di carrara e decorazioni fastose. Nella Kashbah c’è anche il Palazzo Reale, la residenza ufficiale dei sovrani, tra cui l’attuale re alawita Mohammed VI.

Relax nella SPA dell’hotel La Sultana, una vera oasi di benessere, o nella terrazza del caffè Un Déjeuner à Marrakech (2-4 Rue Kennaria, cnr Rue Riad Zitoun el-Jedid). Di fronte all’entrate del caffè, in una piazzetta di Rue Riad Zitoun el-Jadid, Jamade (Pl Douar Gradua) un delizioso negozietto vende prodotti made in Marocco, dalle tuniche alle pochette di pelle, fino ai bijoux e alle fragranze a base di piante autoctone marocchine. Tovaglie bordate da nappe colorate da Original Design, al numero 216 della stessa Rue. Tuniche ricamate da Aya’s Marrakech. Pozioni d’amore, spezie, olio di argan e tinte per tessuti nell’erboristeria Bab Agnaou.

Relax in the SPA hotel La Sultana, a true oasis of well-being, or in the café terrace Un Déjeuner à Marrakech (2-4 Rue Kennaria, cnr Rue Riad Zitoun el-Jedid). Faced at the coffee entrance, in a small square of Rue Riad Zitoun el-Jadid, Jamade (Pl Douar Sizes) a lovely little shop that sells products made in Morocco, from tunics to leather pouches, up to jewelry and fragrances made with Moroccan native plants. Tablecloths edged with colorful tassels in the Original Design shop, at number 216 of the same street. Embroidered tunics from Aya’s Marrakech. Love potions, spices, and argan oil to buy in Bab Agnaou herbalist’s shop.

Sidi Ghanem Industrial Area

I designer più in voga hanno gli showroom nella zona industriale di Sidi Ghanem. Dai cuscini serigrafati di Sissimorocco ai mobili e agli specchi firmati dal designer francese Laurence Landon, fino ai prodotti artigianali marocchini scovati dalla designer francese Corinne Bensimon’s, disponibili nella suo showroom Lilah Spirit. In cerca di giochi e accessori per bambini? Da non perdere Zid Zid Kids. Per le ceramiche e i tavoli in zelliges, il posto giusto è il “quartier des potiers” sulla Route d’Essaouira. Da tutt’altra parte (a sud di Marrakech) le cementine Made in Marocco rivisitate in chiave contemporanea. Da Popham Design.

The hottest designers have showrooms in the Sidi Ghanem industrial area. From Sissimorocco‘s silk-screened pillows to furniture and mirrors signed by the french designe rLaurence Landon, passing through the Moroccan handicrafts unearthed by the french designer Corinne Bensimon’s, available in her Lilah Spiri showroom. Looking for children’s games and accessories? Do not miss Zid Zid Kids. For ceramics and tables in zelliges, the place to be is the “quartier des potiers” on the Route d’Essaouira. Don’t miss Popham Design, in the south of Marrakech):Made in Morocco cement tiles revisited in a contemporary way. 

Hammam

Vapori, luci soffuse e profumi speziati: il rituale dell’hammam è da provare! La Spa più esclusiva della città è quella dell’hotel La Mamounia, alla quale si può accedere anche se non si è clienti dell’hotel.

Vapors, soft lighting and spicy aromas: the hammam ritual is a must to try! The most exclusive SPA of the city is the hotelLa Mamounia‘s SPA, which can be accessed even if you are not hotel guests.

Qui c’è l’imbarazzo della scelta in quanto a trattamenti: dall’hammam tradizionale con sapone nero e scrub al massaggio all’olio di argan e fiori d’arancio. Dopo è possibile rilassarsi a bordo piscina, circondati da palme e giardini rigogliosi, o sui materassini bianchi della piscina interna in stile arabo.

Here an ample selection of treatments: from traditional hammam with black soap and scrub to the argan oil massage with orange blossom. After you can relax by the pool, surrounded by palm trees and lush gardens, or by the white mats of the indoor pool in the Arab style.

la-mamounia-spa.jpg

Sapone nero all’eucalipto, argilla di rassoul, sali da bagno ai fiori d’arancio: l’indirizzo classico della medina è Le Bain du Marrakech, ma è meglio rifugiarsi nel più tranquillo e meno conosciuto Le Bain Bleu.

Eucalyptus black soap, rassoul clay,orange blossom bath salts: the classic address of the medina isLe Bain du Marrakech, but it is better to take refuge in the quietest and least known Le Bain Bleu.

Le Palmeraie

Una gita in cammello nella Palmeraie: 16.000 ettari di terreno, in cui si nascondo ville e hotel da mille e una notte.

A camel ride in the Palmeraie: 16,000 hectares of land, whithin hided luxury villas and hotels.

Una domenica da local

Volete provare l’emozione di vivere una domenica da local? Tutte le famiglie della città si danno appuntamento ai Jardins de la Menara, nella Ville Nouvelle. Passeggiare tra gli ulivi, dove coppie di innamorati si lasciano andare a simpatiche effusioni, ma soprattutto godetevi la meravigliosa vista sulle vette innevate dell’Atlante: i Jardins de la Menara sono l’archetipo del giardino marocchino.

Want to try the thrill of living a Sunday in the local way? All the families of the city come together to Jardins de la Menara, in the Ville Nouvelle. Stroll through the olive, but especially enjoy the wonderful view of Atlas snowy peaks: the Jardins de la Menara are the archetypal Moroccan garden.

Place to Eat

Uno degli indirizzi più famosi – e storici – della città (esiste sin dal 1925), è Le Grand Café de la Poste (all’angolo tra Boulevard el-Mansour Eddahbi e Avenue Imam Malik). Il pavimento a scacchi bianco e nero, la boiserie e la scala a doppia rampa: varcando la soglia del caffè si è catapultati nel passato coloniale della città. Le Grand Café de la Poste si trova nella Ville Nouvelle, dietro alla posta centrale. Da andare per colazione, un caffé o per un pranzo veloce a base di ceasar salad o club sandwich. Sempre nella ville nouvelle, gourmandise marocchine nella Pâtisserie Al-Jawda (11 Rue de la Liberté).

One of the most famous – and historical – addresses of the city (there since 1925), is Le Grand Cafe de la Poste (at the corner of Boulevard El Mansour Eddahbi and Avenue Imam Malik). The black and white checkered floor, woodwork and double staircase: crossing the threshold of the coffee you’ll be catapulted into the city’s colonial past. Le Grand Café de la Poste is located in the Ville Nouvelle, behind the main post office. To go for breakfast, a coffee or a quick lunch with a ceasar salad or a club sandwich. In the Ville Nouvelle, try the Moroccan gourmandise in the Pâtisserie Al-Jawda (11 Rue de la Liberté).

Un riad del XVIII secolo ospita invece uno dei ristoranti tipici più eleganti della medina, Le Foundouk: cous cous, tajine (ottima quella di vitello e prugne), dolci a base di mandorle, arancio e miele. Scegliete un tavolo sulla terrazza, illuminata da candele e lanterne arabe.

A riad of the eighteenth century houses one of the most elegant restaurants in the medina of Marrakech, Le Foundouk: couscous, tajine (the excellent lamb and prunes), sweets made with almonds, orange and honey. Choose a table on the terrace, lit by candles and lanterns Arab.

Il ristorante più trendy della medina è Le Jardin, ricavato da un edificio del XVII secolo: un patio ombreggiato da piante esotiche dal sapore boho chic, illuminato di sera da lanterne arabe. A sovrastare la piazza delle spezie, il ristorante Nomad: piatti marocchini rivisitati in chiave contemporanea, ma anche prelibatezze internazionali.

The trendiest restaurant of the Marrakech medina is Le Jardin, a converted seventeenth century building: the patio shaded by exotic plants has a boho chic flavor. At night, it’s illuminated by Arabian lanterns. To dominate the spice square, don’t miss the Nomad Restaurant: Moroccan dishes with a contemporary twist, as well as international delicacies. On the ground floor, to visit the boutique Chabi Chic (moroccan handcraft products): carpets, ceramics, corbeille and glasses in blown glass.

Una delle case più antiche, autentiche e meglio conservate della medina di Marrakech è il Dar Cherifa, nel quartiere Mouassine (il fashion district ottocentesco), oggi diventato un caffè letterario. Oltre a organizzare mostre e concerti, il Dar Charifa è un ottimo posto per godersi un cous cous a pranzo.

One of the oldest, more authentic and best preserved, houses of the medina of Marrakech is theDar Cherifa, in the Mouassine district (the nineteenth century fashion district), now a literary cafe. In addition to organizing exhibitions and concerts, Dar Charifa is a great place to enjoy a cous cous for lunch. 

Alcove cubiche e vista sulle vette innevate dell’Altante dalla Terrasse des Épices, nella zona di Mouassine, dove si cucinano piatti marocchini e mediterranei. Da vedere anche Atay Cafe-Food: le poltrone realizzate con i tappetti reciclati, le cementine marocchine, ma anche i colori tenui e rilassanti della terrazza.

Cubic alcove and views of Atlas snowy peaks from the Terrasse des Épices, in the Mouassine area, where you can find Moroccan and Mediterranean dishes. A stop also at the Atay Cafe-Food: the armchairs made with recycled carpets, Moroccan cement tiles, but also the soft and relaxing colors of the terrace.

In rue Riad Zitoun Jdid al numero 42, La Famille non è solo un ristorante cosy con un rilassante giardino, ma anche un negozio: ceste in vimini, bijoux di Stephanie, specchi e vasi.

At number 42 of Rue Riad Zitoun Jdid, La Famille is not only a cozy restaurant with a relaxing garden, but also a store: wicker baskets, Stephanie‘s jewelry , mirrors and vases.

Place to Sleep

Artisti e designer, ma anche semplici amanti del buon gusto e del relax si danno appuntamento da El Fenn, nel quartiere di Mouassine, il più antico della Medina. Realizzato da Vanessa Branson, sorella di Richard Branson (fondatore della Virgin), l’hotel è un mix di arte, pezzi unici e colori vivaci, che miscelano sapientemente il design marocchino con dettagli occidentali. Da visitare anche la boutique.

Artists and designers, but also simple lovers of good taste and relaxation, come to chill here! El Fenn, in the Mouassine district, the oldest of the Medina. Powered by Vanessa Branson, sister of Richard Branson (founder of the Virgin), the hotel is a mix of art, unique and vibrant colors that perfectly blend the Moroccan design with western details. To visit the boutique.

A nord della medina, il Riad Dar Darma. Poco distante, la Maison de la Photographie, che ospita fotografie d’epoca in bianco e nero, e il mercatino delle pulci Bab El Khemis, dove acquistare le ceramiche verdi di tamegroute.

To the north of the medina, Riad Dar Darma. Not far away, the Maison de la Photographie, which houses old pictures in black and white, and the flea market of Bab El Khemis, where to buy the green pottery of Tamegroute.

Un antico palazzo in stile coloniale, unisce sottili tracce di architettura moresca con dettagli del secondo Impero francese: il Riad de Tarabel è un ambiente raffinato e rilassante.

An old mansion in colonial style, combine subtle traces of Moorish architecture with the Second French Empire details:Riad de Tarabel has a refined and relaxed atmosphere.

Per chi cerca la pace e la tranquillità, tra una lezione di yoga e una di fotografia, ma anche un boutique hotel di design dal sapore tribal chic, l’hotel Peacock Pavilions, immerso un uliveto, a circa 20/30 minuti in auto dal centro della città. Da non perdere lo shop, con les retrouvailles della proprietaria Maryam Montague, nonché designer americana e fondatrice del brand lifestyle #tribalchic, ma anche autrice del libro Marrakech by Design.

For those looking for peace and quiet, including a yoga or photography class, but also a designer boutique hotel with a tribal chic taste, do not miss the hotel Peacock Pavilions, dipped an olive grove, about 20-30 minutes by car from city Centre. Amazing the shop, with “les retrouvailles” of the owner Maryam Montague, American designer and founder of the lifestyle brand #tribalchic, but also author of Marrakesh by Design.

Molti hotel organizzano corsi di cucina, passeggiate a cavallo/cammello e gite nel deserto.

Many hotels organize cooking classes and horse / camel rides in the desert.

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