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9 Settembre 2016

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The Great Migration

Campi mobili di iper-lusso all’interno del Parco Nazionale del Serengeti per seguire la grande migrazione di migliaia di ungulati 

Trentamila chilometri quadrati, tra la Rift Valley e il Lake Victoria, il Serengeti (che significa Endless Plane nella lingua dei Maasai) si estende tra i 1.200 fino ai 1.800 metri di altitudine. Qui si rinnova uno dei cicli naturali più imponenti del pianeta, la grande migrazione di migliaia di gnu e zebre (nella foto, 10.000 animali mentre attraversavano il fiume Mara) che, guidati dall’istinto primordiale della sopravvivenza, si muovono alla costante ricerca di nuovi pascoli.

The Great Migration

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Serengeti, the great migration

Gnu e zebre, solitamente, sono compagni di viaggio, ma i leader del gruppo sono le zebre perché hanno tanta memoria (ricordano quindi il percorso), vedono bene da lontano e hanno un olfatto molto bel sviluppato. A seguire gli gnu che sono grandi avvertitori della pioggia.

Ecco il loro viaggio: prima passano le zebre, perché mangiano l’erba alta e hanno una buona memoria, e poi lasciano quella bassa agli gnu, che arrivano in un secondo momento.

E quando c’è da attraversare un fiume? Tanti i preparativi. Eh sì perché bisogna fare attenzione a non essere catturati dai coccodrilli. I primi ad attraversare il fiume solitamente sono gli gnu: uno si butta, gli altri lo seguono. E poi anche le zebre. Il terrore che si legge in faccia al prescelto che deve guidare la strada è davvero impressionante, ma ciò che lui non sa è che è anche il più in sicurezza perché solitamente, per non farsi avvertire, i coccodrilli lasciano passare i primi migratori per poi agguantare gli ultimi.

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Lions, Serengeti National Park

E dove ci sono così tanti erbivori, non possono mancare i predatori. Dalla cima delle rocce, i leoni e i leopardi padroneggiano e controllano l’area. Mentre solitamente leoni e leopardi cacciano di notte (e in branco), i ghepardi lo fanno di giorno (da soli o in coppia, due fratelli per esempio). I ghepardi si vedono nella pianura perché sono forti nella corsa e nella caccia delle prede a lunga distanza.

Maasai
Il Serengeti è abitato dai pastori Maasai, arrivati qui dal nord dell’Africa in cerca di territori più fertili. Nonostante si siano adeguati ai cambiamenti imposti dalla società, continuano a sostenere le loro tradizioni e il loro codice di abbigliamento. La loro alimentazione è a base di latte e sangue, mangiano carne solo in occasioni speciali e, in ogni caso, soltanto quella di mucca, pecora o capra.

La vita dei Masaai è suddivisa in tre fasi: Boyhood, Warrior Hood e Elder Hood, ognuna della quali è segnata da un rito di passaggio. Nell’ultima fase l’uomo prende in sposa una o più donne. Nonostante leggi restrittive a tutela del parco e dei suoi abitanti, sembra che non sempre siano rispettate dai Maasai: si racconta che i ragazzi nella fase Warrior Hood debbano uccidere un leone per dimostrare la propria forza. Anche la circoncisione, seppure vietata, sembra sia ancora praticata da questi pastori.

Serengeti Under Canvas
Il modo migliore per seguire la grande migrazione sono i campi mobili, ossia tende che si spostano – quando non ci sono ospiti – seguendo i movimenti dei branchi di gnu, in modo da essere sempre nel luogo migliore per assistere alla migrazione. Di iper-lusso sono i Serengeti Under Canvas, della catena &Beyond: dalla cena a lume di candela nella savana al bagno privato con doccia calda all’aperto, fino al letto con lenzuola pregiate. In ogni campo ci sono 9 tende immerse nel “non silenzio” della pianura. Wi-fi nell’area comune.

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Antonella Machet

JOURNALIST and STORYTELLER - Sono una giornalista e creo contenuti per siti web, social media e materiali promozionali. Mi piace raccontare storie con le parole, ma anche cogliere atmosfere magiche con la macchina fotografica.
https://tweetandtravel.com/2016/09/09/la-grande-migrazione/The Great Migration
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