Casa Talìa

Tra i sapori, i profumi e le antiche dimore della Sicilia barocca.

Della Sicilia barocca ci si innamora al primo instante. E il boutique hotel Casa Talìa a Modica è un ottimo punto di partenza per visitarla.

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Casa Talìa, Modica

La magnificenza del barocco siciliano nasce dal terremoto che nel 1673 colpì la zona che da Catania scende a Siracusa, e verso Ragusa, includendo Noto, Scicli, Palazzo Acreide e Modica. E lo stesso barocco influenza ancora oggi gli opulenti abiti da sposa, le luminarie scenografiche delle feste del paese e la cucina, come la ‘pagnottella’, la versione nobiliare della tradizionale brioche con gelato preparata con pan di Spagna leggero, ripieno di gelato di crema e canditi, con l’aggiunta di un pizzico di rum delle Antille, oppure la cucina barocca di Accursio Capraro, un insieme di elementi ben distinti che in bocca diventano un tutt’uno. Nella Sicilia barocca tutto è sfarzoso ed esuberante.

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Casa Talìa, Modica

Un’oasi con vista su Modica

Pietra a vista, utilizzo di materiali locali e riedizione di oggetti vintage: a Casa Talìa si respira l’atmosfera del Mediterraneo, o meglio del Mediterraneo siciliano. Antiche casette del quartiere ebraico, una affiancata a l’altra e disposte su diversi livelli naturali del terreno, con tanto di terrazzo, sono state adibite e camere. E tutte si affacciano su un giardino segreto (non visibile dalla strada). Il fil rouge? La vista su Modica, città barocca, un presepe da togliere il fiato. Eh sì perché Talìa, parola siciliana, in italiano significa ‘guarda, ammira’. La città si sviluppa su un esteso altopiano solcato da profondi canyon e alterna cave naturali nel centro storico ad architetture tardo barocche. Al centro del panorama il Duomo di San Giorgio, con la sua scalinata scenica di 260 gradini, uno dei simboli del barocco siciliano.

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Casa Talìa, Modica

Gli interni del boutique hotel Casa Talìa sono ispirati alla tradizione siciliana. I pavimenti delle camere sono una meraviglia: pietra pece antica, oppure cotto con decoro arabo, e poi ancora cementine antiche e cotto smaltato. Guardando all’insù, i tetti a canne oppure in legno rendono l’atmosfera calda e accogliente. Il mio colpo di fulmine? La camera Mediterraneo con le sue ceramiche blu e bianche alle pareti (l’unica camera con vista Duomo di San Giorgio dal letto!).

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Casa Talìa, Modica

Questo luogo di charme è stato creato da una coppia di architetti di formazione milanese, Marco Giunta e Viviana Haddad, che hanno lasciato il caos della città e hanno scelto il viver lento. “Ci siamo ispirati al carattere intimo dei riad marocchini, che ricreano un’oasi di tranquillità nel cuore di un centro abitato” racconta Marco Giunta, fondatore dell’azienda Disegni specializzata in arredi in cartone. “Come in un riad marocchino, le singole stanze o dimore non comunicano tra di loro, ma si affacciano su uno spazio centrale, il giardino interno, fondamentale elemento della casa e luogo di incontro”.

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Casa Talìa, Modica

Da non perdere un’esperienza culinaria dal noto chef Accursio Capraro: una cucina barocca, come la definisce lui, in cui ogni elemento è ben distinto e pulito ma in bocca crea un’esplosione di sapori. Come ‘l’Arancino si chiude a riccio’, frutto del matrimonio tra due piatti icona, ‘L’Arancina Millesimata‘ e ‘Bassa Marea‘, un modo di stare in riva al mare, coi piedi per terra, e il viso rivolto alla brezza. E così il riso Ermes incontra la polpa di ricci, la mousse di gamberi e la mozzarella di bufala. A pochi passi dal Ristorante Accursio, l’Osteria Radici: qui Accursio ha studiato un menù che esalta i piatti tipici della tradizione siciliana, quella delle origini. Come la minestra di pasta, con tenerumi, zucchina estiva, patate, pomodoro e bottarga di tonno, oppure la pasta fritta con melanzane e basilico. Delizioso il macco di fave, con polpo arrosto e finocchietto selvatico.

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Osteria Radici, Modica

Altro grande protagonista della cucina modicana è il cioccolato. Con oltre 150 anni di vita, l’Antica Dolceria Bonajuto di Modica ancora oggi lavora il cioccolato a freddo, senza addensanti o eccipienti, combinando cacao macinato e zucchero. Ma non solo, anche le altre prelibatezze sono realizzate con prodotti secchi (come si faceva prima della nascita della pasticceria), come la cassata dei poveri, pronta per essere conservata e trasportata. Al Caffè Adamo si va per la cremolata, simile alla sorella granita, ma dalla consistenza cremosa e a grana fine.

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Antica Dolceria Bonajuto, Modica

Nei dintorni…

  • Marzamemi e piazza Regina Margherita, da guardare e riguardare, da vivere e rivivere.
  • Ortigia con la Piazza Duomo, il mercato e la passeggiata fino al Castello di Maniace. Il Duomo di Siracusa è pura bellezza: una facciata barocca nasconde un interno rigoroso, scandito da colonne (nel V secolo era il tempio di Atena, e ha cambiato più volte la sua funzione nel corso della storia). Pausa granita, anzi cremolata, al Caffè Apollo (da provare ricotta e gelsi!).
  • A Noto il barocco ha influenzato il progetto urbanistico: un ampio viale, Corso Vittorio Emanuele, su cui si affacciano piazze e chiese barocche, sostituisce i vicoli medievali. Il tutto dipinto dalle sfumature rosate e dorate della pietra locale, riccamente intagliata. Da non perdere una visita a Palazzo Nicolaci Villadorata, con i suoi balconi gremiti di mostri mitologici, come leoni, sirene, putti e grifoni. E una tappa d’obbligo è al Caffè Sicilia, monumento dell’arte dolciaria nella Sicilia barocca.
  • Animali fantastici e mascheroni bizzarri animano i balconi di Palazzo Beneventano (non visitabile all’interno) a Scicli, un’altra tappa d’obbligo del triangolo barocco. La via Mormina Penna è un susseguirsi di palazzi barocchi, come Palazzo Fava e la Chiesa di San Giovanni Evangelista.
  • E poi c’è Caltagirone, con le sue ceramiche, e Ragusa Ibla con i suoi stretti vicoli e il Duomo di San Giorgio.
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Marzamemi

Prima di riprendere il volo di ritorno, si va al Palazzo Biscari di Catania, il più sontuoso palazzo di Catania, una bella sintesi del barocco siciliano. Specchi, camini, stucchi e ritratti di famiglia: una casa museo di oltre 600 stanze, 8.000 metri quadrati, con tanto di sala da ballo rococò con la cupola della loggia della musica. “Lo vedete quel segno di una pallina da tennis sul fianco del ritratto della principessa Anna? In questa sala, durante la seconda guerra mondiale, i soldati inglesi giocavano a tennis!” racconta il Principe Ruggero Moncada, ultimo rampollo della dinastia dei Moncada Paternò Castello (principi di Biscari), che qui ci vive. La visita del Palazzo si fa con lui: un susseguirsi di curiosità e una meraviglia per gli occhi:  “Quando sei piccolo sembra che tutti abbiano una casa così, poi crescendo ti rendi conto che sei stato molto fortunato”. Tra gli ospiti illustri Goethe e la Regina d’Inghilterra! I Coldplay girarono a Palazzo Biscari il video del brano Violet Hill. Da non perdere!

Place to Visit

Place to Sleep

Place to Eat

Place to Shop

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Caltagirone

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Casa Talìa, Modica

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Taverna La Cialoma, Marzamemi

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Taverna La Cialoma, Marzamemi

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Marzamemi

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Casa Talìa, Modica

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Casa Talìa, Modica

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Accursio Ristorante, Modica

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Caltagirone

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Casa Talìa, Modica

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Casa Talìa, Modica

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Osteria Radici, Modica

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Emanuele Margarone, Caltagirone

scicli

Scicli

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Palazzo Beneventano, Scicli

 

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